IL MASCHILE E IL FEMMINILE
AP8
Ci è stato utile cercare di comprendere cosa significa essere uomo o donna.
Date le indubbie differenze esistenti, abbiamo compreso però quanto è importante fare alleanza affinché la diversità possa diventare potenzialità. Questa nuova consapevolezza ci porta quotidianamente a cercare di mettere più attenzione nei rapporti interpersonali per creare un ponte fra le nostre realtà. E' un lavoro per trovare il mezzo che parli di unione e non di divisione. E' liberatorio pensare che nel vivere non c'è un ruolo predeterminato nell'essere uomo o donna. Questa informazione ci è sembrata molto importante perché abbiamo compreso che qualunque conflitto, quindi anche quello uomo donna, inquina la Terra e ne abbassa la vibrazione. Pertanto , lavorando per vivere meglio,noi diamo la possibilità di migliorare nello stesso tempo al Pianeta e ai suoi abitanti.
Femminile e maschile
Incominciamo a dire che cosa possiamo fare per renderci conto del perché esistiamo in una realtà oppure in un'altra.
Il maschile é un contatto supremo con la parte sottile di congiunzione tra il mezzo e l'azione, che rende possibile, a livello intero, il completare la parte femminile, in quanto sarà il maschio che andrà a invadere l'apertura di ricevimento della donna.
Questo però é stato sempre frainteso, in quanto, anticamente, era ben tenuto in considerazione il ricovero che la donna dava all'uomo.
Partendo dal presupposto che fisicamente l'uomo é più forte, per certi requisiti fisici di cui é dotato, si é trasformato il tutto in un potere che l'uomo, per non essere schiacciato dalla donna, ha architettato, al fine di essere in ulteriore sovrastatura. Tutto questo si é tramandato con il tempo, senza tenere conto che sì fisicamente l'uomo può essere più forte, ma non dimentichiamo che la donna sottilmente é più efficace nel tempo, nella determinazione e nell'astuzia.
Allora vedete come, se congiungiamo i pregi dell'uno a quelli dell'altra, troviamo la completezza e sfatiamo la dizione che l'uomo é comando, potere assoluto, che é stato determinato dalla stessa volontà dell'uomo
Se pensiamo che l'uomo é tale, perché la donna lo procrea, bisogna anche pensare che, in ogni modo, la donna non potrebbe procreare senza l'uomo.
E qui il cerchio si chiude in alternanza di bisogni e non nel voler dimostrare, che per arrivare alla completezza di entrambi, c'è necessità sia del maschile che del femminile.
Il nascere femmine o maschi ci riporta al nostro passato: per esplicare il nostro karma ci é richiesto di essere maschi o femmine, in quanto, con le modalità del mondo in cui viviamo, c'è la supremazia dell'uomo e, quindi, per assolvere a certi karma, é indispensabile avere un corpo piuttosto che un altro.
Il membro dell'uomo é un prolungamento di esso che gli permette di entrare a penetrare la donna, ma questo é stato erroneamente interpretato nel senso che l'uomo potesse essere lui a manovrare il rapporto e che, essendo lui che penetra, fosse anche il padrone.
Ma tutto questo é solo simbolico e originato dal concetto che è, comunque, l'uomooo che determina i rapporti.
Voi, però, sapete meglio di me che, in realtà, l'uomo non potrà possedere mai quella donna, che non vorrà essere posseduta, nel senso proprio della parola, ma potrà solo usare l'apertura per entrare, il che é molto diverso!
Se teniamo conto di questo fatto, possiamo anche capovolgere tutto il concetto in base al quale solamente l'uomo può accedere a certi ruoli spirituali, mentre la donna non può perché esotericamente meno evoluta.
Sentiamo un errore di concetto, in quanto, se ammettiamo che, per essere totali, abbisogniamo di essere uniti uomini e donne, non vediamo perché singolarmente ci sia chi vale di più e chi vale di meno.
È un concetto con il quale é ovvio che siamo in contrasto. È stato più comodo, da parte dell'uomo, arrogarsi dei ruoli che, altrimenti, avrebbero potuto essere anche della donna. Infatti, ora, vediamo che in qualunque campo lei può eccellere, se le diamo la possibilità di esprimersi.
Che differenza fa essere donna o uomo, se per essere totali dobbiamo essere uniti?
Ritornando al maschile, voglio dire che il concetto é strettamente collegato alla formazione dell'essere e non alla capacità espressiva e alla capacità spirituale, che per entrambi é eguale.
Se per l'uomo avere certi requisiti é sminuente, mentre gli stessi per la donna implicano un aumento delle sue capacità, anche la donna ha discapito di quello che per l'uomo significa aumentare le proprie qualità.
È stata fatta una divisione, che non ha senso, in quanto uomo e donna diventano unici al momento del connubio. Allora che differenza fa essere donna o uomo, se, per essere totali, dobbiamo essere uniti?
Certamente quello che sto dicendo non avrà molti consensi da parte degli uomini e di certe teorie che per anni si sono affannate a trovare la diversità per distinguerli; ma sarebbe ora di riconoscere le singole capacità sia degli uomini che delle donne, senza arrivare a fare, poi, pesature per vedere chi fa piegare l'ago della bilancia.
Se ci pensiamo come esseri di Dio, come possiamo pensare che Lui abbia creato uomini di prima categoria e donne di seconda categoria? È assurdo il pensarlo perché, essendo suoi figli, ci ama allo stesso modo, indipendentemente dal sesso cui apparteniamo.
Se gli uomini smettessero di voler essere i migliori e le donne di emularli per sentirsi qualcuno, credo che sarebbe opportuno non farsi più la guerra, ma unirsi per raggiungere il meglio di noi al fine di essere consapevoli che ognuno ha la parte che all'altro manca. Quindi, nel congiungersi, sarà opportuno vedere nell'altro il completamento di noi.
Credo che, se risparmieremo energia nel confrontarci e impiegheremo questa energia per comprenderci, avremo raggiunto già un livello evolutivo che ci permetterà di raggiungere in poco tempo un'evoluzione, che darà spinta a tutti noi per entrare sempre più in contatto con il Cosmo e con tutti quelli che vi appartengono, per arrivare all'Amore cosmico che non parla di differenze, ma di eguaglianze.
Vorrei continuare a dirvi qualcosa anche sul femminile, in quanto é bene vedere la cosa da entrambe le parti.
Femminile vuol dire Essenza Divina, vuol dire riproduzione, vuol dire accoglienza e potrei continuare all'infinito: ma voglio sottolineare come l'energia sottile della donna é molto importante anche a livello cosmico.
Come vedete, state comunicando con me che sono femmina e con tanti altri, ma non c'è differenza d'informazione, ma soltanto di livello evolutivo, che porta messaggi di un tipo o di un altro.
La donna nella storia é stata sempre sottovalutata a livello apparente, ma, da sempre e sempre sarà, a livello meno apparente, é lei che guida il mondo intero.
Se consideriamo che la donna, con la sua creatività, con la sua bellezza e con la sua armonia, ha destato diversi poeti che, tramite lei, hanno trovato la spinta per declamare versi sublimi, possiamo affermare che il suo lavoro, pur essendo meno apparente, é più sottile e non per questo meno efficace.
Tutto questo é derivato dalla posizione in cui l'uomo ha relegato la donna, anche se, allo stesso tempo, non può farne a meno, se vuole essere creativo, attivo e, soprattutto, elevato spiritualmente.
Allo stesso tempo la donna, senza lo stimolo dell'interesse dell'uomo, non fornirebbe le sue capacità tendendole al massimo e così siamo sempre allo stesso punto, l'uno completa l'altro.
La sessualità nella donna é diversa per cultura, in quanto é disdicevole che lei abbia le stesse spinte dell'uomo, ma questo, invece, può diventare comprensibile, se partiamo dalla parità senza condizionamenti.
La sessualità dalla donna viene, quindi, vissuta con difficoltà per tradizione, in quanto é per lei difficile viversi questa parte senza sentirsi in colpa.
Questo avviene perché la sessualità é sempre abbinata a qualcosa di illecito e non é vissuta come qualcosa che può innalzarti e farti raggiungere il massimo della tua espressione.
Il continuo agire dell'uomo con la violenza, che fa alla donna, rende difficile un approccio spontaneo e non artefatto, spingendolo, poi, a comportarsi sempre come un padrone, ruolo che in effetti non esiste, ma che viene tenuto in vita dal bisogno di avere dei ruoli in cui riconoscersi.
La donna, nella ricerca continua della sua affermazione, si identifica nell'uomo e così si mette in condizione di agire anche contro se stessa, per affermare qualcosa che lei, poi, non é, come non é quella che l'uomo vede.
Se trovassimo un modo di mediare tra questi due punti di vista, potremmo far tornare la donna alla sua vera essenza, perchè arrivi a non dover continuamente straziare il suo sentire per non apparire debole, mentre, invece, il saperlo dimostrare è una forza che all'uomo manca.
Se teniamo costantemente presente la diversità, ma che unisce e rafforza, credo che potremo trovare un nuovo modo di porsi, sia della donna che dell'uomo, per ritrovarsi e innalzarsi.
Dopo questo voglio aggiungere che il fatto che certe Entità che vi parlano siano donna o uomo é di rilevanza minima, in quanto noi non abbiamo più un corpo che ci distingue e, quindi, il proporci a voi nella diversità é in rapporto all'ultimo nostro vissuto. Allo stesso tempo la donna, senza lo stimolo dell'interesse dell'uomo, non fornirebbe le sue capacità tendendole al massimo e così siamo sempre allo stesso punto, l'uno completa l'altro.
La sessualità nella donna é diversa per cultura, in quanto é disdicevole che lei abbia le stesse spinte dell'uomo, ma questo, invece, può diventare comprensibile, se partiamo dalla parità senza condizionamenti.
La sessualità dalla donna viene, quindi, vissuta con difficoltà per tradizione, in quanto é per lei difficile viversi questa parte senza sentirsi in colpa.
Questo avviene perché la sessualità é sempre abbinata a qualcosa di illecito e non é vissuta come qualcosa che può innalzarti e farti raggiungere il massimo della tua espressione.
Il continuo agire dell'uomo con la violenza, che fa alla donna, rende difficile un approccio spontaneo e non artefatto, spingendolo, poi, a comportarsi sempre come un padrone, ruolo che in effetti non esiste, ma che viene tenuto in vita dal bisogno di avere dei ruoli in cui riconoscersi.
La donna, nella ricerca continua della sua affermazione, si identifica nell'uomo e così si mette in condizione di agire anche contro se stessa, per affermare qualcosa che lei, poi, non é, come non é quella che l'uomo vede.
Se trovassimo un modo di mediare tra questi due punti di vista, potremmo far tornare la donna alla sua vera essenza, perchè arrivi a non dover continuamente straziare il suo sentire per non apparire debole, mentre, invece, il saperlo dimostrare è una forza che all'uomo manca.
Se teniamo costantemente presente la diversità, ma che unisce e rafforza, credo che potremo trovare un nuovo modo di porsi, sia della donna che dell'uomo, per ritrovarsi e innalzarsi.
Dopo questo voglio aggiungere che il fatto che certe Entità che vi parlano siano donna o uomo é di rilevanza minima, in quanto noi non abbiamo più un corpo che ci distingue e, quindi, il proporci a voi nella diversità é in apporto all'ultimo nostro vissuto.
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